Cuore: ECG, ritmo e frequenza
La banca dati insiste sui numeri base. Frequenza cardiaca normale a riposo nell'adulto 60-100 bpm: sotto 60 si parla di bradicardia, sopra 100 di tachicardia (sinusale se l'onda P ha morfologia e asse normali). L'ECG standard ha 12 derivazioni; aVR, aVL e aVF sono le derivazioni unipolari degli arti. L'elettrodo del braccio sinistro è giallo.
- Onda P = depolarizzazione atriale; QRS = depolarizzazione ventricolare; onda T = ripolarizzazione ventricolare.
- PR normale 120-200 ms: se allungato indica rallentamento della conduzione, cioè BAV di 1° grado; il BAV di 3° grado è il blocco completo.
- QT: dall'inizio della depolarizzazione alla fine della ripolarizzazione ventricolare (nell'uomo 360-440 ms).
- Ritmo sinusale: P prima di ogni QRS, positiva in DII e negativa in aVR. Intervalli R-R uguali = ritmo regolare.
- Fibrillazione atriale: assenza di onde P, attività atriale di 350-600 impulsi al minuto; rischio specifico, anche dopo cardioversione, è la tromboembolia arteriosa. Flutter: onde "a dente di sega".
- Ipopotassiemia: onda U, non l'onda T a tenda (che è dell'iperpotassiemia). Ipomagnesiemia grave: torsione di punta.
Il massaggio carotideo e la manovra di Valsalva riducono la frequenza cardiaca. L'Holter registra per 24 ore o più e il paziente deve condurre una vita normale. Sincopi e vertigini gravi sono tipiche delle aritmie, sia da tachicardia ventricolare sia da bradicardia severa; la conseguenza più temibile dell'infarto è la fibrillazione ventricolare.